Spighe Verdi: scelte le nuove bandiere blu dell’agriturismo. Dentro la fortezza di Federico II e la terra natia di Pavese


Sono dodici le nuove entrate delle Spighe Verdi 2019, i riconoscimenti che l’ong Fee Italia assegna ai comuni rurali più virtuosi. Per capirci, la versione agreste delle Bandiere Blu, anche se non mancano pure in questo caso località lacustri e di mare. Da Andria ad Anguillara Sabazia passando per Canelli, in Piemonte, Castiglione della Pescaia in Toscana, Cavareno in Trentino, Pontinia, Porto Tolle, Pralormo ancora in Piemonte come Vicoforte, Santo Stefano Belbo e Volpedo e Roseto degli Abruzzi, si aggiunge dunque una dozzina di “new entry”. I comuni rurali premiati salgono dunque a 42.
 

Spighe verdi fee new entry duemiladiciannove foto

I riconoscimenti sono stati assegnati oggi dalla ong danese Foundation for environmental education, attiva in 76 Paesi principalmente con la sua eco-label “Bandiere Blu”, e Confagricoltura a Palazzo della Valle di Roma, sede della confederazione. Proprio come accade con i vessilli per le acque e le località marine più pulite ed efficienti, la procedura per le Spighe Verdi segue un rigido protocollo certificato ISO 9001-2015 che coinvolge nel gruppo di lavoro diversi enti istituzionali, dal ministero dell’Ambiente a quello delle Politiche agricole, dal Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri all’Ispra passando per Cnr e appunto Confagricoltura.
 
Come l’altro grande programma della Fee, Spighe Verdi è progettato più come un percorso costante di crescita e miglioramento che come un punto d’arrivo: è infatti pensato per guidare i comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio che giovino all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Insomma, perché il programma raggiunga il massimo del risultato sono infatti necessari due elementi essenziali: la volontà dell’amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione.
 
Spighe Verdi è dunque uno schema d’azione costituito da un set di indicatori in grado di fotografare a 360 gradi le politiche di gestione del territorio verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità. Si va dalla partecipazione pubblica all’educazione allo sviluppo sostenibile passando per il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. E ancora, a volte spaziando ma solo apparentemente, si considera la qualità dell’offerta turistica, l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio, la cura dell’arredo urbano e l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Molti indicatori si legano al progetto EcoCloud di Confagricoltura. In ogni caso, punti centrali della tutela ambientale e paesaggistica di un Paese spesso sfigurato dall’abusivismo e dall’inquinamento.
 

“È un percorso che ha l’obiettivo di stimolare i comuni rurali a una conduzione sostenibile del territorio – spiega Claudio Mazza, presidente della Fee Italia – impegnandoli in un processo di miglioramento continuo e creando un legame strategico tra amministrazioni locali e agricoltori per la valorizzazione del territorio”. Le Spighe Verdi di quest’anno sono state assegnate in 13 regioni, una in più rispetto alla precedente edizione. Le tre con il maggior numero di riconoscimenti sono Marche, Toscana e Piemonte, tutte con sei località ciascuna. Per le Marche si tratta di Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana. Per la Toscana di Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona. Per il Piemonte, oltre a quelle già viste, Pralormo e Alba. Seguono la Campania con cinque località (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea) e la Puglia con quattro (Castellaneta, Ostuni, Carovigno, Andria), così come il Lazio (Canale Monterano, Anguillara Sabazia, Pontinia e Gaeta). Vantano tre località il Veneto (Porto Tolle, Caorle, Montagnana) e l’Abruzzo (Tortoreto, Giulianova, Roseto degli Abruzzi). Solo un Comune rurale per ognuna delle restanti regioni: Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco), Sicilia (Ragusa), Calabria ( Trebisacce) e Trentino (Cavareno).
 


Spighe Verdi: scelte le nuove bandiere blu dell'agriturismo. Dentro la fortezza di Federico II e la terra natia di Pavese

“Sono sempre di più i comuni che hanno fatto della sostenibilità la loro grande occasione e dell’agricoltura il settore da cui far partire la rivoluzione culturale – ha concluso Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, evidenziando come Spighe Verdi possa rappresentare una svolta, anche in termini di marketing e comunicazione, per le realtà finora poco conosciute – una carta importate da giocare sul tavolo della competitività territoriale, così come in oltre trent’anni di vita hanno fatto i comuni Bandiere Blu”.

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Carlo Verdelli
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