Los Angeles. L’eterno divenire della city of lights


Eclettica, stravagante, pop, multiculturale. Los Angeles è tante cose. E sono mille e uno i motivi per visitarla: le ville delle star, la Walk of Fame, il Dolby Theatre con il palco degli Oscar, i tanti set degli Studios, Hollywood Boulevard, le lunghe spiagge, la rilassata atmosfera SoCal, la frizzante Venice o la mondana Santa Monica, terrazze mozzafiato e ristoranti stellati. In una parola: Los Angeles è puro glamour, ma nel suo significato originario, ovvero un incantesimo che sbalordisce.

La Città degli Angeli è una città in continuo movimento, vibrante di energia. Un fiorire di progetti importanti, restyling di quartieri interi e nuovi poli culturali rendono la seconda città più grande della nazione, una destinazione sempre più interessante da scoprire, soprattutto sul piano culturale.


Los Angeles. L'eterno divenire della city of lights

Petersen Automotive Museum

La zona su cui puntare in questo momento è Downtown. Snobbata per anni, oggi è un quartiere frizzante, un avamposto culturale ricco di musei, gallerie, spazi di stilisti, ristoranti di grandi chef, laboratori d’artigianato. Basta fare un giro al Gallery Row, sede di oltre cinquanta gallerie e teatri, per rendersi conto dell’aria fervente di stimoli che si respira oggi.

Su Wilshire Boulevard sfilano i musei più noti della città. A partire dal LACMA, lungo la cosiddetta Museum Row del Miracle Mile, strepitoso museo d’arte, che con un milione di visitatori all’anno e più di diecimila opere d’arte, è uno dei poli culturali  più importanti del mondo. Accanto al LACMA c’è La Brea Tar Pits, che porta in un viaggio indietro nel tempo fino alla Preistoria, con una bella esposizione di fossili, reperti archeologici e tracce di animali estinti nell’Era Glaciale. Tutt’altra atmosfera al Craft Contemporary, sullo stesso Miracle Mile, suggestivo spazio dedicato alla folk art (il secondo giovedì del mese dalle 18 alle 22 si tiene la Downtown Art Walk, tour tra spazi espositivi e bellezze storiche del quartiere). Un giro a Little Tokyo è d’obbligo, per una visita a un altro must, il MOCA, situato sulla Grand Avenue nel centro di Los Angeles, vicino alla Walt Disney Concert Hall, di Frank Gehry. L’edificio firmato da Arata Isozaki, vale da solo il viaggio: all’interno sfilano oltre cinquemila opere d’arte contemporanea per lo più americana, dagli anni Quaranta a oggi. A cinque minuti di camminata c’è la sua costola, The Geffen Contemporary at MOCA, dedicato invece alle espressioni più innovative e alle avanguardie.


Los Angeles. L'eterno divenire della city of lights

The Broad (Iwan Baan)

Sempre su Wilshire Boulevard, sempre nel Miracle Mile, spicca anche il Petersen Automotive Museum. Che si fa notare soprattutto per la struttura, con il design eclettico realizzato nel 2015 da Kohn Pedersen Fox, incaricato del restyling del museo. L’interno è il sogno di ogni appassionato di auto che si rispetti, non solo perché è uno dei più grandi musei di auto al mondo, ma anche perché fino a marzo 2020 ospita la mostra Hollywood Dream Machines: Vehicles of Science Fiction and Fantasy, dedicato alle automobili più famose della storia del cinema, dalla Batmobile alla Ferrari originale di Magnum P.I. fino alle sportive di James Bond.

A proposito di Hollywood, non poteva che sorgere a Los Angeles il più grande museo dedicato alla storia del cinema, l’Academy Museum of Motion Pictures, sul Miracle Mile. Progettato da Renzo Piano, il museo in costruzione (sarà pronto in autunno) tra le mura di un vecchio edificio del 39, sarà una mecca per cineamatori: su trecentomila metri quadri in sei piani, ospiterà la Rolex Gallery, con l’evoluzione del mezzo cinematografico dal Secondo Dopoguerra a oggi, un teatro, varie sale cinema, ristorante e bookshop. Ma il pezzo forte è la galleria con la collezione permanente che, oltre a esporre 12 milioni di fotografie, 140mila film, 42mila poster, porterà tra scenografie originali, costumi, bozze e cimeli, con pezzi cult come le celebri scarpette rosse di Dorothy nel Mago di Oz o le porte di Rick’s Café Américain dove Humphrey Bogart passava le sue serate in Casablanca.


Los Angeles. L'eterno divenire della city of lights

Lacma – Urban Lights At Night

Si trova sulla Grand Avenue, poi, The Broad, il museo di arte contemporanea nato dalla passione del filantropo Eli Broad, edificio realizzato nel 2005 dal blasonato Diller Scofidio + Renfro. All’interno, su una superficie di 140mila metri quadrati su tre livelli, è esposta una parte della collezione privata della Broad Art Foundation, una delle collezioni più importanti al mondo. Sempre di arte tratta, anche se culinaria, il Manufactory, immensa food hall nata dall’intuito di tre chef premiati al James Beard Award: Elisabeth Prueitt e Chad Robertson del famoso Tartine Bakery di San Francisco e Chris Bianco della Pizzeria Bianco di Phoenix. Un posto dove assaggiare ottimo cibo, in un ambiente rilassato in pieno spirito californiano.

Grandi murales e gallerie di street art sono il biglietto da visita dell’Arts District, nella zona est di Downtown, ex zona industriale piena di magazzini e capannoni, diventata oggi una fucina di nuove tendenze, con gli innovativi spazi espositivi patinati, come Jason Vass, Royale Projects, Wirth & Schimmel e Sprüth Magers, per citarne alcuni. La Marciano Art Foundation, realizzata in un quello che era un vecchio tempio massonico, trasformato da Maurice e Paul Marciano in uno spazio straripante di avanguardie artistiche. Nell’Art District troviamo anche l’Institute for Contemporary Art, dove trovare performance e mostre ultramoderne. L’Art Share, in un edificio ricco di murales, è un incubatore di giovani talenti. L’A+D Museum, spazio che fonde design e architettura, con eventi e performance spesso stravaganti oltre ogni limite. Ma il bello di Los Angeles è anche questo, una metropoli fuori dal comune, un paese delle meraviglie sempre pronto a sorprendere. Diceva bene, infatti, Frank Lloyd Wright, “Rovesciate il mondo su un fianco e tutto ciò che è slegato cadrà su Los Angeles”.



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