Carri armati, elicotteri e mezzi blindati: ad Aqaba il diving è su un museo sommerso militare


Carrarmati, elicotteri, mezzi anfibi. Schierati in formazione militare. Ma non per un’operazione di guerra o un’esercitazione, per giunta in una parte di mondo sempre agitata. Al contrario, piazzati sui fondali di fronte ad Aqaba, la trafficatissima finestra della Giordania sul mar Rosso, località di mare molto nota proprio per gli sport acquatici e per la poco profonda barriera corallina di Yamanieh Reef nonché per il Parco marino, dieci chilometri a Sud della città. Ma anche, appunto, per il traffico di imbarcazioni, petroliere e porta-container.
 
Ora l’autorità che amministra la zona, la Aqaba Special Economic Zone Authority, ha lanciato un museo sottomarino battezzato Underwater Military Museum Dive Site, sperando che col tempo i coralli facciano il loro lavoro colonizzando i veicoli militari, che diventeranno così – più di quanto già non siano al momento – una nuova attrazione per gli appassionati di nuotate e soprattutto di immersioni.
 

Giordania. Aqaba, il museo che non t’aspetti: veicoli militari sui fondali del Mar Rosso

Dopo un mese di analisi, fotografie e pianificazioni l’autorità ha dato il via libera alla collocazione delle macchine, prestando ovviamente la massima attenzione a non compromettere l’ecosistema marino circostante. Così, almeno, assicura una nota. Anche se è piuttosto complesso credere che non ci sia stato alcun danno ai fondali. Fra i 19 pezzi immersi ci sono anche esemplari piuttosto curiosi come un’ambulanza, una gru militare, un mezzo per il trasporto delle truppe e una batteria di missili anti-aerei. Otto macchine sono state collocate a 15-20 metri di profondità e altre 11 più giù, a 20-28 metri. Immersioni e snorkeling sono dunque garantiti così come le gite con le imbarcazioni con fondo trasparentes.
 

Altri pezzi saranno disposti sui fondali del mar Rosso nel corso degli  anni, spiega ancora la nota dell’autorità locale che insiste sulla stretta collaborazione con le organizzazioni locali, come l’autorità portuale di Aqaba che ha fornito le piattaforme e le risorse concretamente utilizzate per l’operazione, e le associazioni ambientaliste locali. Certa, insomma, che il museo sottomarino “regalerà ai visitatori un’esperienza del tutto originale”. E soprattutto alleggerirà la pressione dei visitatori delle barriere coralline naturali dei pressi, portandoli verso un sito alternativo.
 


Carri armati, elicotteri e mezzi blindati: ad Aqaba il diving è su un museo sommerso militare

Ovviamente tutti i materiali pericolosi e potenzialmente inquinanti dei mezzi sono stati rimossi prima dell’immersione. Alla realizzazione del parco sottomarino hanno contribuito anche la Marina reale giordana e il Red Sea Diving Center, che ha documentato l’intera operazione.

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Carlo Verdelli
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